L’Ilario Rossi ritrovato. I disegni preparatori de “L’Eccidio di Marzabotto”. Opera d'arte in esposizione permanente in Assemblea legislativa.

I disegni preparatori de “L’Eccidio di Marzabotto”, esposti nell’atrio della sede dell’Assemblea legislativa si legano indissolubilmente all’edificio del parco della Montagnola, oggi sede della Scuola d’infanzia comunale Giaccaglia Betti. Proprio all’interno dell’edificio, nel 1948, viene realizzato dal pittore bolognese Ilario Rossi (1911- 1994), il grande affresco “L’Eccidio di Marzabotto”. I cartoni preparatori originali dell’affresco, realizzati in rapporto di scala 1:1, rappresentano il progetto di uno dei più importanti cicli decorativi esistenti sulla Resistenza. I disegni di studio, molto accurati nei particolari, permettono di ricostruire i passaggi che precedono la realizzazione della raffigurazione. L’artista si è avvalso dei cartoni preparatori secondo l’antica tecnica della realizzazione dell’affresco. Il bozzetto realizzato prima su carta a dimensione reale, viene fatto aderire alla parete da dipingere e trasferito ricalcando le linee con uno stiletto appuntito in modo da incidere l’intonaco fresco e lasciare traccia delle figure sulla parete.
Trattandosi di materiali fragili e deteriorabili, di difficile conservazione, è un caso più unico che raro che questi disegni siano arrivati integri fino ai giorni nostri. Ciò li rende ancora più preziosi.
L’opera è monumentale. Raggiunge le dimensioni di dieci metri per tre. La scena del tragico episodio è rappresentata con la fissità quasi astratta della pittura tardo trecentesca. Protagonisti sono le figure, il paesaggio della campagna con i campi già arati, i calanchi e gli edifici austeri e spogli dei casolari. La prospettiva ribassata della composizione, con le figure quasi a grandezza naturale, fa assistere alla scena l’osservatore, coinvolgendolo direttamente, come “ascoltatore a meditare” secondo la lezione morandiana. I disegni preparatori de “L’Eccidio di Marzabotto” sono stati donati dal Comune di Monzuno nel 2015 all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna affinchè venissero stabilmente esposti al pubblico.
Dal 21 aprile 2016 l’opera è esposta in forma permanente nell’atrio di accesso della sede dell’Assemblea legislativa, in Viale A. Moro, 50.