LA SAGRA DELLA PRIMAVERA / BOLERO

Danza

LA SAGRA DELLA PRIMAVERA
Coreografia: Enrico Morelli
Musica: Igor Stravinskij
Costumi: Nuvia Valestri
Light design: Cristina Spelti
Interpreti: Emiliana Campo, Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Lorenza Matteucci, Giovanni Napoli, Miriam Re, Cosmo Sancilio, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

BOLERO
Coreografia: Michele Merola
Musica: Maurice Ravel, Stefano Corrias
Light design: Cristina Spelti
Costumi: Alessio Rosati con la collaborazione di Nuvia Valestri
Interpreti: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini
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dal 13/11/2018 al 13/11/2018 ore 19.30
LA SAGRA DELLA PRIMAVERA
Possente capolavoro musicale, Le Sacre du Printemps è ispirato ad una antica leggenda slava, secondo cui ad ogni primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire. Nella propria interpretazione del Sacre, Enrico Morelli si è accostato con profondo rispetto a questa partitura. Nell'allestimento che ne risulta, si rispecchia un risvolto dell'affannoso dinamismo del nostro tempo: per combattere antiche e nuove paure, ogni occasione è buona per individuare un capro espiatorio. Di volta in volta, per far ricadere responsabilità e timori sul colpevole di turno, si avallano scelte demagogiche, o si compilano liste di proscrizione. L’assunto della coreografia è tutto qui: sino a quando l'essere umano sacrificherà i propri simili alla violenza del cieco cannibalismo, e non sceglierà la via del rispetto dell'altro, la luce della cultura e la chiarezza della ragione non prenderanno il sopravvento. Se ciò non avverrà, da sempre, e per sempre, ciascun individuo potrà solo pensare e volere il male degli altri. Ognuno avrà nel prossimo un nemico. Da ciò deriverà guerra di tutti contro tutti, senza più torto o ragione. Così l’animale uomo sarà condannato a restare Homo homini lupus.
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BOLERO
Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero (1928) è ancora oggi tra i brani più noti della storia della musica. Nel realizzarne una nuova versione coreografica, l’ispirazione di Michele Merola si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne. Su questa stessa musica è intervenuto il compositore Stefano Corrias, creando una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale di Ravel, che si integra perfettamente con essa, collocandosi in tre diversi momenti. All’interno della scrittura coreografica, i tre frammenti sottolineano i momenti più intimi, e più veri, di ognuno di noi, quando siamo lontano dagli sguardi degli altri, e lontani dal rumore assordante del mondo. Nella versione di Merola, Bolero viene dunque raccontato come una non-storia, fantastica ma possibile, comunque pertinente al mondo reale. Dagli allusivi colpi di tamburo rullante iniziale, sino alla esplosione finale dell’intera orchestra, la danza, in stretta simbiosi con la musica, veicola una sorta di astratta fiaba amara, allegoria del dolore di vivere e dell’incomprensione fra esseri umani. Così Bolero diventa metafora della nostra esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto.
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MM Contemporary Dance Company
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